Martassina

Martassina

 

Oggi, dicendo questo nome, si indica il borgo che raggruppa tre piccole frazioni: il Molar, il Baus ed i Tomà, ma anticamente non era così. Queste frazioncelle antichissime e già esistenti, sebbene con nomi alquanto diversi dagli attuali, prima che il nome Martassina (verso la fine del ‘400) fosse conosciuto, erano indipendenti l’una dall’altra. Il nome di Martassina subì diverse trasformazioni: dal 1643 divenne Mastadina fino al 1648; poi dal 1648 al 1664 divenne Maltadina ed alle volte anche Martazina. La prima frazione di Martassina ha nome Molar ed è antichissima, infatti pare confermato che esistesse già nel 1200 con il nome di “Villa Marchisio”, essendo quasi esclusivamente abitato da famiglie di questo lignaggio, tutte impegnate nella fabbricazione di mole da mulino, che poi smerciavano fra gli abitanti della valle e sul mercato di Lanzo. Tale frazione non ebbe i suoi inizi nel luogo dove si trova attualmente, ma più in basso sulla sponda sinistra della Stura, esposta quindi al continuo pericolo degli straripamenti del torrente; solo più tardi furono abbandonati i primitivi casolari e sorse la nuova borgata.
A circa 100 mt. dal Molar c’è la piccola frazione del Baus, che nel dialetto locale significa balzo o precipizio e deve il suo nome al fatto che le case, poste a giorno dell’enorme rocca su cui troneggia la Cappella di S. Michele, sono costruite sopra un dirupo scosceso. Dalle case dei Michela l’antica mulattiera discendeva verso la Stura e raggiungeva l’ultima frazioncella di Martassina, detta in un primo tempo “li Fré” e poi più tardi “li Tomà”. Fin dal 1200 circa, una famiglia di fabbri-ferrai di nome Ferreri, nativi di Pont, vennero a stabilirsi ad Ala e fissarono la loro dimora in poveri casolari esistenti poco a ponente della frazione dei Michela, dove aprirono un’officina per la lavorazione del ferro. Quel piccolo nucleo di case prese il nome “li Fré” che può derivare sia dall’abbreviazione dialettale del nome di famiglia “Ferreri”, oppure dal mestiere di fabbro da loro praticato, che nel gergo locale si dice “fré”. Nel 1430 Tommaso Pastore sposò Alena Ferreri e si stabilì nella casa paterna della sposa a li Fré, che poi da lui, verso la metà del ‘400, incominciò a chiamarsi dei Tomà: li Tomà.