Prussello

 
Prussello
 
Fra le diverse frazioni che compongono il paese di montagna, una di esse poi, o per la sua ubicazione o per qualche altra particolarità, è destinata ad essere il “capoluogo”. Nel nostro caso questa preferenza è toccata alla frazione Prussello, che anticamente era chiamata “Piano di Ala”, denominazione che conservò fino alla fine del 1500 e che solo dai primi anni del 1600 fu sostituita dalle varianti Perusèl, Pruchèl, ecc. Il più antico documento scritto, che ci riferisce del capoluogo, risale al 1310 e contiene l’elenco dei nomi delle famiglie che vi risiedevano: i Gelà o Gelato, i Bianco, i Maronero, i Conrado, i Martino, i Leu, i Gran Gioan, i Selleri, i Cortesi, i De Perono e molti altri ormai scomparsi. Le antiche abitazioni del Pian d’Ala (come d’altronde delle frazioni), consistevano in povere casupole ad un solo piano o addirittura seminterrate, con muri di pietre lavorate senza calce e con il soffitto formato da travature in legno. Un vero e proprio sviluppo dell’edilizia avvenne soltanto dalla seconda metà dell’ottocento, anche grazie a Bruneri Pietro di fu Michele, considerato il pioniere dell’industria edilizia della nostra valle. Proprio lui nel 1866 edificò una casa di tre piani che attrezzò ad uso albergo,creando la prima “pensione estiva”: l’albergo Bruneri, che resterà per sempre legato alla storia del Prussello di Ala. In quegli anni, parallelamente alle numerose costruzioni si andavano perfezionando nel capoluogo anche i servizi pubblici: dopo l’apertura al traffico della strada carrozzabile Ceres-Ala, avvenuta nel 1873,verso la fine del 1879 fu concesso anche l’ufficio postale, a cui fecero seguito nel 1890 il servizio telegrafico e nel 1911 il telefono. Nella frazione Prussello, oltre la Chiesa parrocchiale, ebbe da sempre sede il Municipio e l’amministrazione comunale.